“Che cosa sei Noretta col tuo palloncino attraversando il paese nel mattino della domenica?”
Dino Buzzati
Come si fa a far volare un asino?
Prima di tutto, meglio sgombrare il campo da metodi poco realistici: polverina di Peter Pan, incantesimi, invocazioni apotropaiche, pozioni e affini.
Concentrandoci sul pratico, i metodi non mancano: costruire ali tenute insieme con la cera (avvisare l’asino di non emulare tale Icaro), sparare l’equino con un cannone (NON avvisare l’asino del destino incombente), scaraventare il quadrupede giù da un campanile per vedere l’effetto che fa (a Pontenure pare abbia funzionato e noi su questo fatto attestato ci facciamo un festival), oppure ricorrere al variegato campionario di oggetti che volano da sé.
La soluzione più economica e colorata è senza dubbio il gaio palloncino riempito di elio ed è la soluzione che l’ingegno di Giulia Pastorino, autrice della locandina 2025, ha scelto per far volare l’asino della ventiquattresima edizione di Concorto Film Festival.
Un asino con un adorabile posteriore che sfoggia un’espressione sorpresa ma non irritata da questo cambio di prospettiva; giusto il suo adorabile berretto (tra il sombrero e la bombetta) un po’ fuori posto rivela l’improvvisa e subitanea salita. Come ogni asino che si rispetti, le zampe posteriori scalciano ma non per rabbia, forse più per la gioia di farla in barba alla gravità.
E alla gravitas che ci attanaglia facciamo anche noi uno sberleffo come solo il cinema breve sa fare, perché l’asino vola e volerà ancora.
Nelle parole dell’autrice:
“Aver dato forma all’animale simbolo del festival è stato molto divertente. Come spesso accade, l’idea non arriva subito, nell’immediato; così ho collezionato asini con ali di farfalla e di libellula, asini meccanici con marchingegni ed eliche, asini gonfi e leggeri come mongolfiere e poi sono arrivata a loro: i palloncini. I palloncini ricordano l’infanzia ma anche le feste, le grandi occasioni, quei momenti di sorpresa e condivisione che sanno di magia. Così ho scelto un asino con il muso ispirato da maschere di tradizioni lontane, che fluttua nell’aria sopra ai palazzi trasportato da un mazzo di leggeri palloncini.”
Giulia Pastorino, genovese, si forma all’Accademia Ligustica di Belle Arti, prima, e all’ISIA di Urbino, poi, dove si specializza in illustrazione.
Nel 2016 vince il concorso Tapirulan e poco dopo esce il suo primo albo illustrato “Il Capitano D’Albertis e le sue entusiasmanti imprese” (Tapirulan, Matti da rilegare) dal quale prende vita una mostra e un percorso permanente per bambini presso il Museo delle Culture del mondo di Castello d’Albertis a Genova.
La sua mostra personale “Zonzo” è nella O’ Galeria di Lisbona nel 2019. Nel 2021 ha partecipato alla mostra “Eccellenze italiane” nell’ambito della fiera di Bologna Children’s Book Fair. È tra gli illustratori ILLUSTRI 2024.
Ha illustrato diversi libri e collabora regolarmente con case editrici, riviste, gallerie e studi di comunicazione. I suoi migliori amici sono i pastelli a olio ma le piace sperimentare e giocare con tecniche diverse. Conduce laboratori e incontri per adulti e bambini.
