A cura di Claudia Praolini
Ubik 2026 è una sezione non competitiva del festival dove trovano spazio le opere dal linguaggio più innovativo. La ricerca di cortometraggi che sperimentano nuove strade di espressione è una prassi che sta alla base della valutazione e della selezione di tutti i film presenti a Concorto, ma con i corti proposti in Ubik 2026 ci si è spinti in territori ancora meno esplorati, dove il confine tra cinema e videoarte si fa sempre più labile. È un cinema che parla di sé, un cinema che rivolge l’occhio verso se stesso, rivelando senza pudore i meccanismi alla base della registrazione visiva, un cinema che, consapevole delle proprie strutture e del proprio specifico linguaggio, decide di “scoprire l’inganno”, ma proprio questa procedura fa sì che lo “svelare” renda la visione opaca, come se il meta-cinema fosse una lente che funziona al contrario, in grado di offuscare gli strati infiniti di cui è composta la realtà e l’esperienza della visione.
In visione:
Cold Call, Stefanie Schroeder, Germania, 2025, documentario, 21′
I Want My People To Be Remebered, Helene Giannecchini, Francia, 2025, documentario sperimentale, 26′
Perfectly A Strangeness, Alison McAlpine, Canada, 2024, sperimentale, 15′
State Of Lowest Probability, Willy Hans, Germania, 2025, fiction sperimentale, 24′