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A cura di Vanessa Mangiavacca

È il 28 dicembre del 1895 e al Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi, i Fratelli Lumière proiettano, tra le dieci opere brevi selezionate, Le repas de Bébé. Il cinema nasce con l’immagine di una famiglia borghese composta da un uomo, che senza spiegazioni intuiamo essere un padre, una donna, che capiamo essere una madre, e un neonato, inevitabilmente il loro figlio, riunita attorno a un tavolo per la colazione. A interpretare la scena è lo stesso Auguste Lumière insieme alla moglie e al primogenito.

La famiglia, quella biologica, è un sistema memoriale e di relazioni complesse ed è stata il centro di tutte le più importanti produzioni artistiche, letterarie e cinematografiche. Genitori e figli, mariti e mogli, sorelle e fratelli, bene incondizionato, tradimenti, odi, disprezzi, rancori: il meglio e il peggio della natura umana trovano all’interno del nucleo famigliare il luogo ideale in cui prendere forma. Ma la famiglia è anche un fenomeno sociale, religioso, politico, culturale in continua trasformazione con l’evolversi della società e il susseguirsi delle generazioni.

Ancora oggi in Italia la famiglia è un elemento di influenza politica fortissimo e la sua sacralità appare incontestabile. Poco importa se le sue dinamiche rischiano di accentuare in maniera negativa le definizione dei ruoli (uomo/donna), alimentare la disparità di genere e limitare la libertà di espressione degli individui e delle comunità che non si riconoscono nel modello definito tradizionale. Sarebbe molto bello se la famiglia fosse realmente uno spazio affettivo e di connessione in cui scegliere con chi stare, al di là del proprio sangue e fin oltre la propria specie di appartenenza. Un ambiente allargato e solidale di cura e rispetto, di inclusione e trasmissione volontaria: “tentacolare”, come lo definirebbe Donna Haraway. Immaginare almeno nuove creazioni di parentele è possibile e in questo le narrazioni del cinema contemporaneo possono aiutarci.

As if mother cried that night, Hoda Taheri, Germania, 2023
Basri & Salma in a never-ending comedy, Khozy Rizal, Indonesia, 2023
Grandmamauntsistercat, Zuza Banasińska, Polonia, 2024
Juurettomat (The Rootless), Joensalo August, Finlandia, 2024
Milý tati (Love, Dad), Diana Cam Van Nguyen, Repubblica Ceca / Slovacchia, 2021
Nine easy dance, Nora Rosenthal, Canada, 2024
Sestre (Sisters), Katarina Rešek, Slovenia, 2020