Skip to main content

A cura di Claudia Praolini
Ubik è una sezione non competitiva del festival in cui trovano spazio le opere dal linguaggio più innovativo. La ricerca di cortometraggi che sperimentano nuove strade di espressione è una prassi che sta alla base della valutazione e della selezione di tutti i film presenti a Concorto, ma con i corti presenti in UBIK ci si è spinti in territori ancora meno esplorati, dove il confine tra cinema e video arte si fa sempre più labile. È un cinema che parla di sé medesimo, un cinema che rivolge l’occhio verso sé stesso, rivelando senza pudore i meccanismi alla base della registrazione visiva, un cinema che, consapevole delle proprie strutture e del proprio specifico linguaggio, decide di “scoprire l’inganno” ma proprio questa procedura fa sì che lo “svelare” renda la visione opaca, come se il meta-cinema fosse una lente che funziona al contrario, in grado di offuscare gli strati infiniti di cui è composta la realtà e l’esperienza della visione.

Cadavre exquis di Stéphanie Lansaque, François Leroy, Francia, 2018
Find Fix Finish di Sylvain Cruiziat, Germania, 2017
Je me souviens de Sunderland di Felix Fattal, Francia, 2017
La chute (The Fall) di Boris Labbé, Francia, 2018
Le Tigre de Tasmanie di Vergine Keaton, Germania, 2018
Shadow Nettes di Phillip Barker, Canada, 2017
Umbral di Ana Lobato, Brasile, 2017
99 Steps left from the square di Eker Sevgi, Finlandia, 2017